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Newsletter dell’Associazione Italiana di Diritto Comparato numero 8/26 del 27 agosto 2026

 LA SCOMPARSA DI PIETRO RESCIGNO

Sempre in relazione alla scomparsa del Prof. Pietro Rescigno, è bello e doveroso condividere anche il ricordo di Vincenzo Zeno Zencovich.

Occorrerebbero – occorreranno – pagine e pagine per anche solo sintetizzare la straordinaria vicenda umana ed accademica di Pietro Rescigno che si è dipanata attraverso oltre 70 anni, almeno da quando appena venticinquenne fu chiamato alla cattedra di diritto civile a Macerata.
Queste poche righe vogliono ricordare solo alcune delle molteplici ed iridescenti sfaccettature della sua personalità che ha saputo interpretare, in discontinuità con una tradizione nella quale pur era stato allevato, una davvero nuova ed innovativa lettura del diritto tout court.
Pietro Rescigno, infatti, è stato se non il primo, fra i primi a – se così si può dire – risciacquare i panni del diritto civile nelle acque della Costituzione, dando ad esso nuova sostanza e prospettiva: dall’arido ed astratto concettualismo ai valori vivi e vivificanti di una nuova era.
In questo senso, se non si resta impigliati in asfittici recinti disciplinari, Pietro Rescigno è stato un costituzionalista a tutto tondo, aprendo nuove strade, offrendo visioni ispiratrici, innervando il millenario ius civile nella realtà sociale che egli lucidamente, ma con senso critico, vedeva realizzarsi in quel complesso ventennio che va dagli anni ’60 a quelli ’80.
Ma Pietro Rescigno non è stato soltanto uno straordinario interprete della nostra Costituzione. Egli è stato anche, nella sua forma mentis, un acuto ed attento comparatista, costantemente arricchendo le sue innovative letture con misurati ed efficacissimi riferimenti ad esperienze straniere viste come fonte di ispirazione.
Dunque non come espressioni ex authoritate o ad pompam, bensì come occasioni per mettere alla prova le interpretazioni prospettate.
D’altronde, se vi è una cifra costante negli scritti, nei discorsi, nelle lezioni di Pietro Rescigno è la problematicità. La consapevolezza – che diviene forma costruttiva – della molteplicità delle possibili soluzioni che si presentano e fra le quali è una lanterna valoriale che ci guida.
Pietro Rescigno comparatista si esprime in innumerevoli occasioni: nei suoi “Rapporti” alle conferenze dell’Académie Internationale de Droit Comparé (ad es. Budapest 1978); nelle relazioni ai colloqui dell’AIDC (ad es. Messina-Taormina del 2001); nella accoglienza che ha sempre riservato a lavori comparatistici nella straripante “Biblioteca di diritto privato” da lui ordinata. Fino alla partecipazione, nella sua Salerno, al XXII colloquio biennale dell’AIDC del 2013 a lui doverosamente ed affettuosamente dedicato.
Pietro Rescigno ci ha insegnato la fruttuosità del dialogo, del dubbio, della incertezza, e il dovere dell’accademico e del docente di porsi come modello non solo nella propria scienza, ma nei propri comportamenti. Lezioni che valgono a mille doppi per il comparatista.
Grazie ! prof. Rescigno per tutto quello che ci hai insegnato, e per la sapienza e l’umanità che le tue pagine conservano e tramandano.

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